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Se da una parte Linux offre un ambiente operativo sicuro per qualunque utenti, anche il più “distratto”, e sicuramente moooolto più sicuro di Windows, dall’altra proprio tale garanzia di sicurezza tende a rendere inevitabilmente più complesse alcune operazioni. Sebbene distribuzioni come Ubuntu siano estremamente user-friendly, un interrogativo con cui spesso sono costretti a fronteggiarsi i linuxiani alle prime armi è: come si effettua il login come utente root?
L’ utente root, detto anche “super utente”, è infatti l’equivalente dell’amministratore di sistema tipico di Windows: è colui che ha pieni privilegi sul sistema operativo, che può intervenire e modificare qualunque file. Il che comporta vantaggi ma anche rischi: un programma lanciato in esecuzione da root ha potenzialmente la possibilità di effettuare qualunque operazione sulla macchina sulla quale viene eseguito. Ma lo stesso programma, eseguito da un utente con privilegi non amministrativi, non potrà effettuare operazioni pericolose come cancellare file essenziali per il sistema operativo.
Spesso, ad ogni modo, capita che Ubuntu richieda di effettuare l’accesso come root per eseguire determinate operazioni. Bene, come si fa? E’ presto spiegato.
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Siete incuriositi dal fantastico mondo di Linux e delle sue distribuzioni? Ma vi vengono i capelli dritti al solo sentir parlare di partizioni, boot loader, memoria di swap… e che diavolo è un utente root?! In questo caso dovreste provare andLinux.
Questa distribuzione di Linux basata sul fortunato Ubuntu, ha infatti la particolarità di poter essere usata come se fosse… un programma di Windows! Niente partizioni, dunque, nessun menu all’accensione del computer che vi chiede quale sistema operativo scegliere. Continuerete a usare il vostro amato/odiato Windows (2000, XP e Vista 32bit) e, in maniera del tutto soft, potrete iniziare a prendere confidenza con un sistema radicalmente diverso, che una volta imparato a conoscere non vi farà certo rimpiangere le piattaforme di casa Microsoft. Anzi… ;) Se volete conoscere un sommario dei vantaggi di Linux rispetto ad altri sistemi operativi leggete qua.
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Spesso ci si domanda quasi siano i vantaggi di Linux rispetto ai più comuni sistemi operativi Windows e Mac OS. Ecco dunque una lista in ordine sparso di ciò che si può fare con Linux e che non si può fare con Windows o Mac. Provate a suggerirne degli altri, se vi vengono in mente!
- Avere a disposizione un sistema operativo completo e un immenso numero di programmi legalmente e senza pagare un euro.
- Altrettanto legalmente e gratuitamente, poterlo aggiornare all’ultima versione.
- Avere la certezza che l’ultima versione del sistema operativo sarà anche più veloce e facile da usare delle precedenti.
- Poterlo installare facilmente, e far girare differenti interfacce grafiche nel caso in cui non ti piaccia quella prevista di default.
- Poter installare la stessa copia del sistema operativo su quanti computer desideri senza doversi preoccupare di licenze o procedure di attivazione.
- Poter duplicare il sistema operativo e qualunque altro programma senza timore di infrangere alcuna legge, dello Stato, etica o morale, dal momento che i programmi open source sono pensati proprio per questo.
- Avere il controllo totale dell’hardware del computer e avere la certezza che non ci siano backdoor aperte segretamente da qualche software “apparentemente” fidato.
- Potersi finalmente dimenticare di antivirus, antispyware, et similia.
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Gli utenti Linux (soprattutto quelli alle prime armi) cercano spesso una soluzione al problema inverso, ovvero come far girare applicazioni Windows sulle loro piattaforme. Può capitare, tuttavia, di avere la necessità di avviare su Windows un software scritto per funzionare con KDE, il desktop environment presente su alcune distribuzioni Linux, come Kubuntu, Fedora o Mandriva. Nulla di strano, del resto: in fondo esistono molti programmi open source per KDE che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai loro omologhi per Windows (uno su tutti è l’eccellente media player Amarok).
Se fino a ieri, per ovviare a un’esigenza del genere, era necessario attendere (e sperare) che gli sviluppatori del tal software decidessero di rilasciarne una versione per Windows, da oggi potremo avvalerci del KDE Windows Project, una sorta di “Wine al contrario”, con cui è possibile avviare alcuni (per ora) programmi KDE in ambiente Windows.
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