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feb
Lingro, un traduttore online aperto e partecipativo
Di dizionari online in giro per il web se ne vedono parecchi. Wordreference è sicuramente uno dei più conosciuti, dal funzionamento “classico”: si sceglie la lingua, si immette una parola e si attendono le traduzioni risultanti. Per tradurre automaticamente interi siti o porzioni di essi, invece, le soluzioni più note sono senz’altro Babelfish o gli Strumenti per le lingue di Google
Lingro ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. E qualcos’altro ancora, che lo rende diverso e davvero originale. E’ un dizionario online sviluppato in AJAX che con un solo click permette di tradurre istantaneamente qualsiasi parola all’interno di un sito web in sei lingue: Inglese, Spagnolo, Francese, Polacco, Tedesco e Italiano. Fino a qui, di diverso ci sarebbe poco. Se non fosse per la natura aperta e collaborativa (oltre che gratuita) di Lingro.
Nato per aiutare l’apprendimento di lingue differenti, Lingro è infatti basato su contenuti liberi e studiato per rimanere il più libero possibile. Tutto nasce, si legge dalla presentazione, dall’esigenza di leggere “Harry Potter y la piedra filosofal”, la versione spagnola delle avventure del celebre maghetto di J. K. Rowling. Ma col tempo il progetto è cresciuto fino a diventare un reale strumento di lavoro.

Oltre a mettere a disposizione un rapidissimo dizionario multilingue in grado anche di tradurre interi file (nei formati DOC, TXT e PDF), basta inserire l’indirizzo della pagina che vogliamo tradurre perché Lingro la trasformi in un contesto interattivo, dove è possibile cliccare su ogni parola per ottenerne una traduzione e ascoltarne la pronuncia.
Le parole tradotte vengono quindi automaticamente inserite in liste personali, modificabili in ogni momento e utili da rivedere per memorizzare, anche attraverso degli appositi giochi i vocaboli appresi di recente. Inoltre, qualora non fosse presente la traduzione di un dato termine, Lingro chiederà a noi di inserirla: in questo modo, ogni utente potrà dare il suo fattivo contributo alla crescita di questo strumento, “che ciascuno (anche la concorrenza) potrà utilizzare per altri progetti rilasciati sotto licenza FDL e Crative Commons”, come ha spiegato a BoingBoing uno dei fondatori di Lingro.
Via: BibosBlog | Punto Informatico














